Luoghi Individui
Molteplicità

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Reflection.Flood

Reflection.Flood

Esci dal casello dell’autostrada non appena si è fatto buio, giusto in tempo per leggere ancora la stradina sterrata che dal parcheggio porta alla chiesetta attraverso il frutteto. C’è un gruppo di persone, indaffarate. Sfrutto l’attesa per fare un tour a lume di telefono, ma solo per farmi guidare giù da una strettissima scala in pietra verso la cripta, illuminata con candele.

La chiesetta sconsacrata è semplice, scarna, base circolare e pareti bianche. Un solaio in legno soppalcato dalla cripta permette l’ingresso al piano terra, dove ora sono collocati gli sgabelli di legno per gli spettatori. Se si prosegue con la scala verso l’alto si raggiunge il campanile. Intorno alla chiesa prima un prato, poi il meleto.

La chiesa si accende. Ci sediamo. Guardo il proiettore  che guarda uno specchio che guarda la parete di fronte all’ingresso. Mi distraggo nel leggere al contrario le informazioni del file cercato dall’artista e poi eccola: un’ondata di acqua immerge la chiesetta e tutto si trasforma. Il flusso di un fiume in piena ci circonda, siamo tutti immersi, guidati dalla corrente di immagini e suoni.

Ecco cosa succedeva nell’autunno del 2018, nell’ambito dell’iniziativa Ars Sacra, nata da una collaborazione tra SKB (Südtiroler Künstlerbund), Diocesi di Bolzano- Bressanone e Museo civico di Chiusa, che ha visto riabitare le chiese della Valle Isarco di opere d’arte contemporanea.

Reflection.Flood è l’installazione audiovisiva di AliPaloma, artista multimediale, e Daniele Alessi, musicista e dj, entrambi sudtirolesi. Il riflesso di un’immagine proiettata ci porta indietro nel tempo, a quando, nel XV secolo, la chiesa di San Sebastiano ha resistito alle ripetute inondazioni che invece non hanno risparmiato l’ostello vicino, per secoli alloggio di pellegrini e viaggiatori. E proprio nel periodo dell’esposizione, un’esondazione ha bagnato di nuovo la cripta della chiesa   creazione e direzione progetto dopo più di 60 anni di quiete, arricchendo l’esperienza di Reflection.Flood ad un ambito non solo sonoro-visivo.

Equilibrando materiale e digitale, passato e presente, tempo e spazio, audio e video, i due artisti portano dentro quello che era fuori. Il piccolo spazio circolare della chiesa torna luogo di introspezione e accoglienza, avvolgendo in una corrente che non porta via, ma porta dentro.

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

(I fiumi – Ungaretti)

Lim* è una rivista culturale multipiattaforma che vuole indagare l’identità dei luoghi usando il limite come traccia di relazioni.

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