Luoghi Individui
Molteplicità

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Vaia, tra distruzione e attesa

Silenzio.

Lo scricchiolio del legno morto, sotto i piedi del fotografo che si sposta tra i cadaveri, alla ricerca della luce, della composizione, dell’inquadratura.
L’eco lontana che ricorda cos’è stato il bosco prima della tempesta.
Il dolce cadere degli alberi, che non fa rumore, rievocato ad Antoine de Saint-Exupéri dalla morte del suo principe, a questi corpi non è stato concesso.

Era la notte tra il 28 e il 29 ottobre 2018, quando una forte perturbazione si scagliava sulle montagne del nord-est italiano. Soffiando fino a 300 chilometri orari, lo scirocco ha causato lo schianto di milioni di alberi, distruggendo decine di migliaia di ettari di foreste di conifere.

Nelle fotografie di Daniel von Johnston: una parete di corpi morti.
Il vento, incanalato tra le gole e le vallate, – racconta Daniel – accelerava sempre più. Ricordo che gli alberi sembravano a terra come tessere del domino, riportando l’andamento sinuoso delle raffiche lungo i pendii.

Io colgo in queste immagini la bellezza dell’inevitabilità, l’impotenza di fronte alla natura, sulla quale abbiamo troppo spesso la presunzione di vincere. 
Ma quando la natura vince sulla natura stessa, l’unica consolazione resta nella rinascita, anzi, spesso, dal punto di vista dell’essere umano, nella ricostruzione perché tutto torni come prima.
Franco Arminio consiglia di prendere un angolo del proprio paese e di farlo sacro: vai a fargli visita prima di partire | e quando torni.
Così Daniel rende immagine la sacralità di questo luogo, siamo natura, viviamo grazie ad essa.
Infatti queste fotografie sono parte di un lavoro ancora in corso che von Johnston sta sviluppando intorno alla Tempesta di Vaia, invitando il fruitore a riflettere sul processo di distruzione, attesa e rinascita, che costituiscono i tre atti del progetto.

Silenzio.

La terra riposa. Si gode la pausa tra l’espirazione e l’inspirazione, prima di riempirsi di nuova vita.
Sotto la luce lunare, che accarezza silenziosa i corpi morti degli alberi, ascoltiamo la natura che si assesta.
Aspettiamo, in sospeso, l’ascesa dei germogli, l’affacciarsi di nuovi arbusti.
Oscilliamo sulla soglia in attesa del nuovo

Le fotografie scelte fanno parte del primo atto, distruzione, fatto salvo per l’ultima, un anticipo al secondo atto, che Daniel von Johnston ci ha eccezionalmente concesso per rendere anche noi partecipi di questa attesa.
Trovate gli aggiornamenti sul progetto all’interno del suo 
sito web, o sul suo profilo instagram.

Lim* è una rivista culturale multipiattaforma che vuole indagare l’identità dei luoghi usando il limite come traccia di relazioni.

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